CRAZY GIRLS 
Un omaggio all'amicizia, ricordando in una giornata piena di pioggia momenti indimenticabili. E se anche il giro intorno al palo non siamo mai riuscite a farlo, NOI abbiamo tante altre qualità.
NOVITA' 
Sono orgogliosa e felice di annunciare la nascita del Club del libro! Siccome mi vanto di essere tra le fondatrici del club (insieme alle mie amiche Simona e Margherita), utilizzo le pagine del mio blog per fare un po' di sana pubblicità al nostro progetto. Se qualcuno avesse voglia di partecipare in prima persona o con suggerimenti, idee, consigli, sappiate che ne saremmo felici. Tenete presente che si tratta di un club tutto al femminile, quindi se siete uomini potete rilassarvi e continuare a pensare ai fatti vostri, a meno che non abbiate sostenuto in passato un provino per entrare a far parte dei California Dream Men e tutt'oggi abbiate una aspetto che rasenta il seguente:
Qui di fianco trovare il link del blog: www.ilclubdellibro.splinder.com
APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE 


Per non farvi venire due occhi così, riassumo:
PRESENTAZIONI DI LASCIAMI ANDARE. RITORNERO’
APPUNTAMENTI DI NOVEMBRE
Giovedì 26 novembre
Ore 19
Caffè Livre e des Arts
Via Emilia Centro, 103
Modena
Sabato 28 novembre
Ore 21
Sala della Cultura
Via Italia, 13
Vedano al Lambro
(Monza e Brianza)
Introduce: Margherita Casolari
INSEGNANTE VS MECCANICO 
Per una volta ero contenta di una pubblicità idiota in cui un vecchietto (Christian De Sica) ci provava con una gnocca (Belen Rodriguez) nel ruolo di una professoressa di latino.

Il fatto è che io sapevo perfettamente cosa fosse la PERIFRASTICA, citata da Belen con la stessa consapevolezza che avrebbe il mio calzolaio citando la sindrome di Tourette. Poi però mi sono avvilita: va bene che siamo in epoca di precariato, ma lasciare l’insegnamento per aprire un’officina meccanica in società con due Barbie che al massimo potrebbero cambiare l’olio nella golf di Big Jim, mi sembra eccessivo. Anche se è risaputo che gli spinterogeni rendono molto di più dei verbi deponenti...

SE NE VANNO SEMPRE I MIGLIORI (E I PEGGIORI RESTANO) 
Durante l’evoluzione si sono estinte un sacco di cose: i dinosauri, gli ittiosauri, i mosasauri, i PELIcosauri, insomma tutti i sauri, e anche i principi azzurri, la lira, l’Eucommia montana e soprattutto il soldino del Mulino Bianco. Ma, nonostante siano inutili, o meglio SUPERFLUI e fastidiosi come le etichette sulle mutande, ci sono esseri che sopravvivono a ogni passaggio epocale, mutazione genetica, cataclisma glaciale: i PELI. Benché sia ormai chiaro che non servano a niente – se non a far felici gli ingegneri laureati in lame rotanti e disboscamento epidermico della Gillette – i peli si rinforzano sempre più, tanto da occupare aree sempre più estese del corpo dall’età dello sviluppo in avanti. E sono quasi convinta che, zitti zitti, sotto i jeans o le calze ultra-coprenti, i peli abbiano elaborato un sistema per sopravvivere a rasoi, cerette, creme di ogni tipo: nel primo caso si tuffano sottopelle e poi ritornano fuori alzando il dito medio, nel secondo caso abbandonano il campo promettendo di ritornare quanto prima, più numerosi e rinvigoriti che mai, nel terzo caso la vivono come l’equivalente di una distruzione chimica di massa, ma poi te la fanno pagare con gli interessi. Vivessimo in una società in cui dici chissenefrega se assomiglio a una scimmia macaco… ma purtroppo non è così. Anzi. Per quanto mi riguarda, potrei azzardare che la lunghezza dei miei peli superflui sia inversamente proporzionale alla mia autostima. Per esempio, d’estate che sono sempre allegra, abbronzata e disinvolta, non permetto a quegli esseri di impadronirsi delle mie gambe, passando gran parte della giornata a estirparli, minacciarli e a rinfacciargli di avermi rovinato i momenti migliori della mia vita, come quella volta che un mio fidanzatino mi disse che avrei dovuto farmi i codini (ma non si riferiva ai capelli). Invece con l’arrivo dell’autunno è normale lasciarsi un po’ andare, ma a volte si esagera di brutto, tanto che alle soglie della primavera si è pronti per la grande tosatura. Comunque, come dicevo, si può valutare la percezione che ho di me stessa misurando per quantità e lunghezza i peli che infestano le mie gambe e invertendo la proporzione. Tipo:
- gambe lisce da post-depilazione = gente fate largo, la dea Venere sta per scendere dall’Olimpo!
- follicolo pilifero che fa capolino (ossia quarantasette secondi dopo il caso precedente) = oh merda, era meglio se Venere avesse indossato un paio di calzettoni e un’armatura dei crociati, tanto per andare sul sicuro
- pelo di un millimetro = sono ancora ottimista perché nutro la speranza di diventare il primo caso di donna sui cui arti i peli abbiano compiuto un suicidio di massa
- pelo di un centimetro = è la fine, anche perché di solito da questa fase in avanti i peli si biforcano e si diramano ospitando nidi per gli uccelli
- setole tipiche di un cinghiale selvatico = non mi alzo dal letto, non perché mi senta a disagio con me stessa, ma perché temo di trafiggere qualcuno passandogli accanto
- chioma liscia e fluente (grazie all’uso del balsamo) = a questo punto la mia autostima è talmente compromessa che decido di fregarmene: indosso un paio di bermuda e me ne vado in giro cantando sotto la pioggia. Il problema è che con l’umidità i peli tendono ad arricciarsi e a quel punto mi vergogno un po’
METAMORFOSI 
E’ un’epoca di strani cambiamenti. E metamorfosi radicali. Per esempio, una volta c’erano le zanzare, che erano più o meno così

Non dico che fossero attraenti o che ispirassero particolare simpatia, però erano diventate quasi tollerabili, ormai di famiglia, come una zia vecchia e petulante che la vedi solo d’estate, ti rompe le palle a più non posso, però alla fine ti ci abitui e quando la schiacci con un caterpillar, un po’ ti dispiace. Invece ora, non si sa bene come – si parla di container infestati arrivati dall’Africa o molto più probabilmente di un esperimento da laboratorio sfuggito di mano a quelli dell’Autan – siamo tormentati da una nuova tipologia di insetti pungenti. Questi:

La zanzara tigre è indomabile e invincibile, negli ultimi anni ha messo su una corazza che svela la sua parentela con la tartaruga di terra, con la differenza che è più veloce di Usain Bolt, ma solo se dopata. E la zanzara tigre è sempre dopata. In pratica, l’effetto di droghe, i fenomeni atmosferici, i virus ci stanno cambiando. Per esempio, se per l’influenza normale un tempo ci riducevamo così

è probabile che dopo il contagio da suina, ci ritroveremo così

Per inciso, maiale.
Il bello è che, col culo che mi ritrovo, sono quasi sicura che dopo una settimana di suina e tre supposte, io diventerei tale quale a Miss Piggy

ODE ALL'AUTISTA 
A parte che ogni giorno (o quasi) torna a casa con un'incisione rupestre sul viso, la nostra bimba è contenta di frequentare la scuola materna o scuola d'infanzia. In pratica, il vecchio asilo. Sarà premura della sottoscritta mettere al corrente i lettori di questo blog sulle novità riguardanti la nostra avventura alla scuola dei bimbi grandi. Ad esempio, proprio oggi ho firmato l'autorizzazione che dà il via libera a mia figlia a partecipare alla gita per la vendemmia. Partenza alle nove, tutti in pullman, rientro alle 11.30. Fin qui tutto bene, peccato non ci abbiano detto che il pullman lo guida Otto Disk.

LE VERITA' NASCOSTE 
Se siete donne e usate i Lines Seta Ultra alati (oppure se siete uomini e avete strane abitudini) vi sarete accorte che da un po’ di tempo a questa parte appaiono sulle confezioni alcune notizie e suggerimenti su come affrontare la sindrome premestruale. Dicesi sindrome premestruale quel periodo di 4-7 giorni che precedono il ciclo, caratterizzati da sintomi riconoscibilissimi: irritabilità, tensione emotiva, cambiamento d'umore, insicurezza, crisi di pianto immotivate, manifestazioni depressive, aggressività, scarsa concentrazione, stanchezza, tensione mammaria, dolore al seno, gonfiore addominale, aumento di peso, caviglie gonfie, mal di testa, emicrania, ma soprattutto un irrefrenabile istinto omicida. Tutta roba che ci rende desiderabili agli occhi degli uomini, ben volute sul posto di lavoro, adorate da tutti, in particolare dalle guardie carcerarie di Guantanamo quando gli serve qualcuno che metta in riga i prigionieri disubbidienti. Bene, sulle confezioni di assorbenti si trovano frasi di questo genere:
1) Lo sai che il 60% delle donne soffre di sindrome premestruale?
2) Lo sai che durante il ciclo mestruale è consigliabile indossare indumenti comodi e traspiranti?
3) Lo sai che la posizione yoga migliore per alleviare i dolori mestruali è quella della farfalla?
4) Lo sai che la sindrome premestruale può essere influenzata anche dallo stress?
5) Nella fase premestruale si possono manifestare anche effetti positivi come l’aumento del desiderio sessuale e della creatività
6) Lo sai che fare sport aiuta a combattere i dolori mestruali?

A parte che non è bene rivolgersi a una donna in preda al mestruo con
l’espressione di sfida “Lo sai che” in quanto basta anche meno per far venire
fuori la bestia che è in lei, comunque qualcuno dovrebbe anche spiegare che:
1) Se solo il 60% delle donne soffre di sindrome premestruale, è perché il restante 40% è già in menopausa (ma i sintomi pare non siano molto diversi)
2) Davvero durante il ciclo è consigliabile indossare indumenti comodi? Ma no, in quei giorni lì un bel tanga brasiliano e un paio di pantaloni bianchi e via!
3) Se la posizione yoga migliore per alleviare i dolori mestruali è quella della farfalla, la presa della tarantola assassina tipica del wrestling è quella che riesce meglio
4) Certo che la sindrome premestruale può essere influenzata dallo stress, ma anche da un aquilone che vola nel cielo (a cui daresti volentieri fuoco) o da una farfalla che si posa su un fiore (a cui spareresti a vista) o da una vecchietta che ti attraversa la strada (mentre con la macchina le passi sopra. Ops.)
5) Sarà anche vero che nella fase premestruale aumenti il desiderio sessuale, è però molto probabile che alla fine dell’amplesso la donna si comporti come una simpatica mantide religiosa
6) I dolori mestruali si combattono facendo sport? Per sport si intende il pugilato, la lotta greco-romana o il lancio col paracadute? Nei primi due casi potrei anche essere d’accordo, ma nel terzo caso l’unica speranza che i dolori passino è che il paracadute non si apra

NEWS DEL GIORNO 
Leggo e pubblico:
“La Guardia di Finanza pizzica un pornoattore, non potrà usare lo scudo”
Vabè, gli rimane pur sempre l’alabarda spaziale!

PER ME, UN MITO 
Sarà che Dirty Dancing l’ho visto almeno un milione di volte, sarà che quando sei poco più che un’adolescente non puoi non innamorarti di uno che dice “Nessuno può mettere Baby in un angolo”, poi ti prende coi suoi forti bicipiti, ti porta sul palco di un villaggio turistico a cui cinque minuti prima avresti voluto dar fuoco, ma dove ora sei sicura che ci porterai i tuoi figli e i figli dei tuoi figli, ti fa roteare come una trottola sulle note di The time of my life e, incurante dei chili che hai messo su durante le vacanze, ti solleva sopra la sua testa come se fossi una libellula, mentre tu distendi le gambe e allarghi le braccia non perché la presa dell’angelo si fa così, ma perché pensi che se dovessi cadere e ti dovessero ingessare, la posizione della crocefissa renderebbe molto di più. Invece lui non ti fa per niente cadere, anzi ti porta in giro come se fossi una specie di trofeo volante, finché decide che è ora di baciarti e di chiederti in sposa a tuo padre, il quale risponde: “Certo figliolo, non sai cosa ti metti in casa, ma sposatela pure, mia figlia”. Sarà per tutto questo e anche per il fatto che Patrick Swayze ora non c’è più, comunque voglio ringraziarlo per il milione di volte in cui mi sono immedesimata in Baby e mi sono vista arrivare Johnny coi suoi Ray Ban neri e con quell’espressione da finto duro che diceva “Ragazzina, ti faccio passare l’estate più indimenticabile della tua vita”.
